Domenica, Settembre 28, 2014
That’s the spirit renziano!
(via Repubblica Bologna)
(per chi non lo conosce, è il sindaco di Bologna)
(da queste parti si diceva: ridi ridi, che la mamma ha fatto i 
gnocchi)
(per la cronaca: primarie PD per il successore di Errani, 55mila votanti 
contro 350mila dell’altra volta, vince Bonaccini - ovvero l’apparato 
salito sul carro renziano - col 60%. Gli iscritti al PD sono 75mila)

That’s the spirit renziano!
(via Repubblica Bologna)
(per chi non lo conosce, è il sindaco di Bologna)
(da queste parti si diceva: ridi ridi, che la mamma ha fatto i
gnocchi
)
(per la cronaca: primarie PD per il successore di Errani, 55mila votanti
contro 350mila dell’altra volta, vince Bonaccini - ovvero l’apparato
salito sul carro renziano - col 60%. Gli iscritti al PD sono 75mila)

Tu chiamale se vuoi (effetti speciali degli ebook)
Ugo Cornia, Animali (topi gatti cani e mia sorella), 2014

Tu chiamale se vuoi (effetti speciali degli ebook)
Ugo Cornia, Animali (topi gatti cani e mia sorella), 2014

Sabato, Settembre 27, 2014
Ho come l’impressione che quelli di Repubblica stiano tentando di dirci 
qualcosa

Ho come l’impressione che quelli di Repubblica stiano tentando di dirci
qualcosa

Giovedì, Settembre 18, 2014

Dalla lettura dei giornali di stamattina, ci si potrebbe anche fare
questa idea:
Renzi trova più divertente (e promettente, per le sue ambizioni) fare il
leader di Forza Italia che qualsiasi altro mestiere (vedi il suo
discorso alla Fiera del Levante). Ha già distrutto il PD, quindi a
questo punto può permettersi di andare allo scontro e “farsi licenziare”
in parlamento, per poi andare a nuove elezioni col suo nuovo partito.

Pizzarotti dixit

"Questo perché un giorno, se riusciremo, le Province non
esisteranno più, ma potrebbero far posto ad altre forme di
rappresentanza, come ad esempio le Aree Vaste.”

No, non è come sembra, non è che Pizzarotti sta giocando il gioco delle
tre carte. E’ che gli hanno fatto vedere un film senza dirgli che è
stato girato quarant’anni fa. La prossima volta mettetegli i
sottotitoli, si chiamavano Comprensori. Non era una cattiva idea, ma in
Emilia le Province erano una idea migliore, per l’elementare motivo che
avevano una corrispondenza con il dato fisico (bacini idrografici), non
perfetta ma certamente più adeguata al, come si diceva allora, governo
del territorio. Se davvero si vuole semplificare (ma è del tutto
evidente che no), il dato fisico dovrebbe essere l’unico freno al
giochino di reinventare la ruota.

Martedì, Settembre 9, 2014

Poggio Ballone perde il suo radar. Fu il testimone scomodo di Ustica

… Chi guardava quei monitor — sosteneva Rosario Priore, il magistrato
che indagò sulla strage — ha letto la verità. Scomoda, molto scomoda.
Anzi, troppo. E misteriore restano le cause di almeno 12 decessi di
persone legate più o meno direttamente a quella tragedia avvenute
durante il corso delle indagini. Per esempio quella del maresciallo
Mario Alberto Dettori (di turno al radar quella notte, trovato
impiccato), del maresciallo Franco Parisi (anche lui in servizio e anche
lui impiccato), del colonnello Pierangelo Tedoldi (comandante
dell’aeroporto militare di Grosseto che dette l’ordine ai due F104 di
decollare per raggiunere lo spazio aereo di Ustica, morto in un
incidente stradale), del capitano Maurizio Gari (master controller a
Poggio Ballone, morto d’infarto a 37 anni), dell’allora sindaco di
Grosseto Giovanni Finetti (investito) e di Ivo Nutarelli e Mario
Naldini, i piloti degli F104 che quella notte arrivarono a Ustica.
L’ultimo volo per loro fu quello con le Frecce Tricolori, a Ramstein. Si
scontrarono proprio i loro due aerei. La sala operativa di quel radar,
da oggi, sarà chiusa per sempre.
di Luca Mantiglioni
(via LaNazione.it edizione di Grosseto)

Lunedì, Settembre 8, 2014

(Era un po’ che non leggevo Gilioli, ma oggi, chapeau)

Si chiama manicheismo e fa abbastanza schifo
Venerdì, Settembre 5, 2014
Per chi non avesse ancora capito.
(Anche questa è da premio Pulitzer, direi)

Per chi non avesse ancora capito.
(Anche questa è da premio Pulitzer, direi)

Giovedì, Settembre 4, 2014
Si chiamerà Lia-Rom

Si chiamerà Lia-Rom

Venerdì, Agosto 8, 2014
(via biancaneveccp)

Pare che l’account twitter di Renzi abbia scritto: “Ci vorrà tempo, 
sarà difficile, ci saranno intoppi. Ma nessuno potrà più fermare il 
cambiamento iniziato oggi

Questo messaggio dello staff comunicatore di Renzi mi fa tenerezza (mi 
fanno meno tenerezza quelli che continuano a dar fiducia a lui dopo aver 
visto di cosa si tratta, ma questo è un altro discorso). Nessuno fermerà 
il cambiamento, dice, e fin qui è una banalità, come dire che l’acqua va 
alla bassa. “Iniziato oggi”: il voto alla finta unanimità di oggi 
è, lo capiscono tutti, un episodio marginale in un processo che dura da 
decenni e durerà, se non decenni, ancora molti anni, in cui ci sono 
stati e ci saranno molti altri episodi altrettanto significativi di 
questo, se proprio vogliamo monumentalizzare. Fissare una data simbolica 
per la “marcia su Roma”, la data a partire dalla quale un voto in più 
alle elezioni significa il 100% in Parlamento, è una operazione da 
Minculpop al tempo di twitter.

Per quel che ne capisco io, quel che si è approvato oggi non ha alcuna 
possibilità di andare in porto così com’è. Ma comunque, se fosse, è il 
“trasferimento di sovranità” auspicato da Draghi, cioè: il vostro 
Senato-giocattolo non conta un cazzo - sulla qual cosa si potrebbe 
discutere seriamente.

L’altro giorno una politica di destra che non mi è per niente simpatica 
(la Meloni) ha detto però, per prima, una cosa che mi sembra ovvia: se 
Renzi continua così non andrà più a votare nessuno. Probabilmente è il 
timore dei postfascisti di essere scavalcati a destra: perché a Renzi 
non gli importa assolutamente niente se andranno a votare lui, i suoi 
amici e l’opposizione di sua maestà, basta che dalle elezioni esca lui 
(o Berlusconi, comunque un uomo solo al comando, in grado di far passare 
la propaganda per notizia).

D’Alema avrà i suoi torti, ma sognava un paese normale. Ecco, fra un 
paese normale e questi venditori di figurine c’è un tale abisso che non 
basteranno tre generazioni di postrenzusconiani a colmarlo. Ci vorrà 
tempo, sarà difficile, ci saranno intoppi, ma intanto la ragionevolezza 
avrà trovato altre strade.

(via biancaneveccp)

Pare che l’account twitter di Renzi abbia scritto: “Ci vorrà tempo,
sarà difficile, ci saranno intoppi. Ma nessuno potrà più fermare il
cambiamento iniziato oggi

Questo messaggio dello staff comunicatore di Renzi mi fa tenerezza (mi
fanno meno tenerezza quelli che continuano a dar fiducia a lui dopo aver
visto di cosa si tratta, ma questo è un altro discorso). Nessuno fermerà
il cambiamento, dice, e fin qui è una banalità, come dire che l’acqua va
alla bassa. “Iniziato oggi”: il voto alla finta unanimità di oggi
è, lo capiscono tutti, un episodio marginale in un processo che dura da
decenni e durerà, se non decenni, ancora molti anni, in cui ci sono
stati e ci saranno molti altri episodi altrettanto significativi di
questo, se proprio vogliamo monumentalizzare. Fissare una data simbolica
per la “marcia su Roma”, la data a partire dalla quale un voto in più
alle elezioni significa il 100% in Parlamento, è una operazione da
Minculpop al tempo di twitter.

Per quel che ne capisco io, quel che si è approvato oggi non ha alcuna
possibilità di andare in porto così com’è. Ma comunque, se fosse, è il
“trasferimento di sovranità” auspicato da Draghi, cioè: il vostro
Senato-giocattolo non conta un cazzo - sulla qual cosa si potrebbe
discutere seriamente.

L’altro giorno una politica di destra che non mi è per niente simpatica
(la Meloni) ha detto però, per prima, una cosa che mi sembra ovvia: se
Renzi continua così non andrà più a votare nessuno. Probabilmente è il
timore dei postfascisti di essere scavalcati a destra: perché a Renzi
non gli importa assolutamente niente se andranno a votare lui, i suoi
amici e l’opposizione di sua maestà, basta che dalle elezioni esca lui
(o Berlusconi, comunque un uomo solo al comando, in grado di far passare
la propaganda per notizia).

D’Alema avrà i suoi torti, ma sognava un paese normale. Ecco, fra un
paese normale e questi venditori di figurine c’è un tale abisso che non
basteranno tre generazioni di postrenzusconiani a colmarlo. Ci vorrà
tempo, sarà difficile, ci saranno intoppi, ma intanto la ragionevolezza
avrà trovato altre strade.

Giovedì, Agosto 7, 2014
Comunicazione Istituzionale. Mi son perso anch’io

Comunicazione Istituzionale. Mi son perso anch’io

Mercoledì, Luglio 23, 2014
"Continuare a correre"? :-o
Davvero ha detto “Continuare a correre" ?

ARRIDATECE IL PORNONNO
(almeno ha degli infermieri più efficienti)

[a margine dell’apertura al traffico di un pezzo di autostrada]

Mi viene in mente come cominciò l’ambientalismo:
con un libro di Aurelio Peccei, uomo Fiat fino al midollo, che alla fine 
della carriera scrisse un libro intitolato “Verso l’abisso" 
(The chasm ahead, 1969)

"Continuare a correre"? :-o
Davvero ha detto “Continuare a correre" ?

ARRIDATECE IL PORNONNO
(almeno ha degli infermieri più efficienti)

[a margine dell’apertura al traffico di un pezzo di autostrada]

Mi viene in mente come cominciò l’ambientalismo:
con un libro di Aurelio Peccei, uomo Fiat fino al midollo, che alla fine
della carriera scrisse un libro intitolato “Verso l’abisso"
(The chasm ahead, 1969)

Domenica, Giugno 29, 2014
ahem…
(ma cosa gli hanno fatto i 5stelle a Renzi?)

ahem…
(ma cosa gli hanno fatto i 5stelle a Renzi?)

Mercoledì, Giugno 25, 2014
Oggi si parla di … (il morso di Suarez)
(via ilPost)

Oggi si parla di … (il morso di Suarez)
(via ilPost)